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La Luce delle EmozioniGiorgio Savini ha fissato nei suoi scatti le opere di Henry Moore nello scenario suggestivo del Castello Sforzesco di Milano, nel ‘90, in un ideale connubio tra architettura antica di guerra e scultura moderna di pace, dedicato a quel pensiero tanto caro ad Henry Moore che intendeva la sua scultura come uno spettacolo popolato dalle persone che guardano, toccano ammirano le sue opere.
Henry Moore è uno dei più importanti scultori del XX secolo. La mostra ha costituito un suo grande ritorno in Ticino. La sua opera è stata presentata, in maniera significativa, l’ultima volta al Castelgrande di Bellinzona nel ‘95, con il titolo Henry Moore. Gli ultimi 10 anni. Ma la sua prima volta in pubblico a Sud delle Alpi fu in occasione della diciassettesima Biennale di Venezia del 1930, mentre il primo contatto di Moore con le terre di lingua e cultura italiana risale al 1925, a Pisa, Firenze, Roma e Venezia. Moore restò tutta la vita molto legato alla cultura italiana, anche per la sua attività nelle cave di marmo di Carrara e per la partecipazione, dal 1930 al 1972, a non meno di otto Biennali di Venezia. Il suo istinto di scultore si era nutrito di altre culture più remote ed esotiche, in particolare dell'arte precolombiana e della scultura africana che proprio Banca Arner ha voluto presentare a Lugano in una precedente mostra di grande successo.
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